Ornella Fulco racconta “Accabadora”
Sesto ed ultimo appuntamento di Terrazza d’autore 2011, dedicato al libro narrato. Secondo una formula consolidata nel corso delle precedenti edizioni, Ornella Fulco ha raccontato “Accabadora” di Michela Murgia. Il libro della scrittrice sarda, vincitore del Premio Campiello 2010, racconta la storia di Maria Listru e di Bonaria Urrai, sua madre adottiva e accabadora del paese. Una storia affascinante e complessa che vede protagonista una delle innumerevoli figure della Sardegna arcaica: l’Accabadora. Questo termine, di origine castigliana, ha il significato di colei che pone fine, che fa terminare. Una storia per chi apprezza la poesia del silenzio. Un libro sul “confine”. Il confine tra vita e morte. Il confine tra natura e cultura. Il confine tra le cose che si fanno e quelle che non si fanno. Sullo sfondo la Sardegna degli anni Cinquanta: un mondo antico sull’orlo del precipizio, con le sue regole e i suoi divieti, una lingua atavica e taciti patti condivisi.
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“Inciampo non appena cammino lentamente”. La poesia di Jumana Mustafa
La produzione poetica di Jumana Mustafa alla ribalta per il quinto appuntamento di Terrazza d’Autore 2011 ospitato dall’hotel Villa Sant’Andrea a Valderice. Nata in Kuwait da una famiglia palestinese la poetessa ha vissuto in Giordania dove ha ricevuto la cittadinanza. Tre le sue raccolte pubblicate: “Estasi selvaggia”, “Dieci donne” e “Una bellezza defunta vincerà la scommessa”. “Inciampo non appena cammino lentamente” raccoglie trentacinque poesie scelte dalle sue raccolte e revisionate dalla stessa autrice per essere tradotte in italiano. L’appuntamento, presentato da Stefania La Via, ha visto la presenza della traduttrice italiana Bianca Carlino.
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Nicola Augugliaro legge “Serisso”
Il testo si ispira a fatti realmente accaduti intorno al 1400 e, con ritmo coinvolgente, racconta la crudele vendetta di un corsaro trapanese nei confronti della moglie fedifraga. Sullo sfondo una Trapani in balia delle incursioni barbaresche. Amore, possesso, vendetta, smarrimento, sangue, morte, dolore. Una storia torbida che la memoria dei trapanesi sembra aver cancellato. Un oblio legato non solo allo scorrere inesorabile del tempo ma, forse, anche frutto di una rimozione collettiva. Ad introdurre la lettura di Nicola Augugliaro il talk a cura di Ornella Fulco con l’intervento della storica Giovanna Fiume che, proprio sull’argomento delle “schiavitù mediterranee”, ha dato alle stampe un volume edito da Bruno Mondadori.
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Rosalia Billeci racconta “Fuochi” di Marguerite Yourcenar
“Fuochi” si presenta come un lungo monologo sull’amore scandito da più voci. L’autrice affida a personaggi del mito l’analisi dell’amore totale, del rischio che esso esprime per sé e per l’altro, in una prosa tesa e ornata, che verrà offerta al pubblico nella splendida traduzione della poetessa Maria Luisa Spaziani.
Voci: Rosalia Billeci e Stefania La Via. Accompagnamento musicale: Nicola Marchese e Samuel Giamfy.
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Terrazza d’Autore 2011
Terrazza d’Autore festeggia la 6ª edizione, ancora una volta sotto l’egida della Fondazione Pasqua2000 e dell’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Trapani in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Valderice. Sei gli appuntamenti in cartellone a partire dal 9 luglio con “Fuochi” di Marguerite Yourcenar raccontato da Rosalia Billeci accompagnata da Nicola Marchese e Samuel Giamfy. Si proseguirà il 15 luglio con ”Una finestra sulla notte”, viaggio nell’opera di Georges Bernanos in compagnia di Maria Antonietta La Barbera. Non poteva mancare un appuntamento con il teatro narrato: quest’anno è la volta di “Serisso” di e con Nicola Augugliaro – in programma il 24 luglio – che ci porterà al tempo delle scorrerie arabe in Sicilia e nella nostra città di Trapani con l’intervento della storica Giovanna Fiume. Nella ricorrenza del 150° anniversario, Terrazza d’Autore riserva un appuntamento all’Unità d’Italia: il 1° agosto Stefania La Via racconta “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa accompagnata dalle voci di Ornella Fulco e Giovanni Barbera. Il mese di agosto proporrà altri due appuntamenti: il 5 “Inciampo non appena cammino lentamente” (a cura di Bianca Carlino) dedicato alla poetessa palestinese Jumana Mustafa, e, per finire, il 21 agosto Ornella Fulco racconterà “Accabbadora” di Michela Murgia. Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle 19.00 per terminare al tramonto. Anche per questa 6ª edizione le “terrazze” saranno più d’una: a quella, ormai familiare, dell’Hotel Villa Sant’Andrea” di Valderice si aggiungono le locations dell’Hotel “Torre Xiare” di Lido Valderice e di Baglio Genuardi a Bonagia. Anche l’edizione di quest’anno è realizzata con il supporto di Mediolanum/Family Banker Office di Trapani.
“Le città invisibili project” da I. Calvino
Ne “Le città invisibili” non si trovano città riconoscibili. Sono tutte città inventate, ognuna con un nome di donna. Per qualche tempo mi veniva da immaginare solo città tristi e per qualche tempo solo città contente; c’è stato un periodo in cui paragonavo le città al cielo stellato, e in altri momenti invece mi veniva sempre da parlare della spazzatura che dilaga fuori dalle città ogni giorno. In tutti i secoli ci sono stati poeti e scrittori che si sono ispirati al “Milione” di Marco Polo come ad una scenografia fantastica. Poche opere possono vantare una sorte simile: libri che diventano come continenti immaginari in cui altre opere letterarie troveranno il loro spazio; continenti dell’altrove, oggi che l’altrove si può dire che non esista più e tutto il mondo tende a uniformarsi. A Kublai Khan, imperatore malinconico, che ha capito che il suo sterminato potere conta ben poco perché tanto il mondo sta andando in rovina, un viaggiatore visionario racconta di città impossibili e misteriose. Che cosa è oggi la città, per noi? Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana, e le città invisibili sono un sogno che nasce dal cuore delle città invivibili: immagini di città felici che continuamente prendono forma e svaniscono, nascoste nelle città infelici.(dall’introduzione di Italo Calvino)
Voci: Ornella Fulco, Stefania La Via, Nicola Augugliaro. Musiche di Enzo Toscano. Contributi video e ottimizzazione: Matteo Gagliano
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“Mũθοι/Miti. Monologhi per voce sola” a Valderice
Rassegnarsi all’età che passa o continuare ad amare (Saffo), osare essere se stessi fino in fondo o affidare ad altri la definizione della propria identità (Arianna), amare completamente o difendersi dall’altro (Calipso), continuare il viaggio o affrontare il ritorno (Ulisse), mantenersi fedeli nonostante tutto o smettere di attendere (Penelope), guardare negli occhi le proprie paure o soccombere ad esse (Orfeo), scegliere tra le leggi scritte della società e quelle non scritte del cuore (Antigone). Su tutto lo sguardo della Storia e la sua impotenza dinanzi alle scelte degli uomini (Clio). I monologhi, in prosa, sono inframmezzati da versi di altri autori in un intrigante gioco di rimandi tra sensibilità ed epoche differenti.
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“Sono nata il 21 a Primavera”. Alda Merini: le ragioni di una poesia
E’ difficile parlare di Alda Merini, cogliere la sua multiforme essenza, tentare di definire, cioè di circoscrivere con le parole, quello che è stato il magma ribollente di un’esistenza appassionata, di una vita in poesia. E’ stata una donna a cui è toccato in sorte il destino della poesia, un destino mai da lei tradito. Non è stata una letterata, Alda Merini, ma certo uno dei più veri poeti del Novecento. Pochi sono stati così profondamente poeti nel senso di una naturale necessità a trasformare in parole ogni esperienza, quasi ogni emissione di fiato. La scrittura poetica della Merini è fatta dalla sua vita, e viceversa. Impossibile porre barriere tra ciò che nella sua scrittura è vero e ciò che non lo è, separare la vita vissuta da quella sognata. Alda Merini è stata una voce che lucidamente si è lasciata abitare dall’ignoto, che ha proceduto dalle oscurità piuttosto che dalle troppe sapienze della mente, che ha saputo trascorrere tra dolori e deliri senza cedere al compiacimento.
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