“Sono nata il 21 a Primavera”. Alda Merini: le ragioni di una poesia
E’ difficile parlare di Alda Merini, cogliere la sua multiforme essenza, tentare di definire, cioè di circoscrivere con le parole, quello che è stato il magma ribollente di un’esistenza appassionata, di una vita in poesia. E’ stata una donna a cui è toccato in sorte il destino della poesia, un destino mai da lei tradito. Non è stata una letterata, Alda Merini, ma certo uno dei più veri poeti del Novecento. Pochi sono stati così profondamente poeti nel senso di una naturale necessità a trasformare in parole ogni esperienza, quasi ogni emissione di fiato. La scrittura poetica della Merini è fatta dalla sua vita, e viceversa. Impossibile porre barriere tra ciò che nella sua scrittura è vero e ciò che non lo è, separare la vita vissuta da quella sognata. Alda Merini è stata una voce che lucidamente si è lasciata abitare dall’ignoto, che ha proceduto dalle oscurità piuttosto che dalle troppe sapienze della mente, che ha saputo trascorrere tra dolori e deliri senza cedere al compiacimento.
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Ho avuto la fortuna di essere, il pomeriggio del 4 Agosto scorso, tra il folto e attento pubblico che ha seguito la manifestazione. Ben oltre la considerazione che il nome e l’opera di Alda Merini di loro già meritano, è stato un incontro (come pochi se ne vedono dalle nostre parti) interessantissimo e avvincente, realizzato e condotto con grazia, passione e sapienza da Stefania La Via e da Ornella Fulco. A loro il mio sentito GRAZIE e un cordiale saluto, Marco Scalabrino.
Da parte mia e di Stefania grazie a Lei per averci voluto seguire in questo avvincente viaggio nella Poesia di Alda Merini!
Ornella